Egitto, Valle del Nilo...


A volte capita di trovarsi in un posto che sembra familiare, un senso di appartenenza inspiegabile ci avvolge ed affiorano imagini e sensazioni fisiche....è l'inizio di una regressione spontanea che va oltre il dejà vu.

Mi è capitato più di una volta specialmente nei luoghi che amo: Egitto ed India ma anche in altri posti.

Queste sono le memorie di un mio viaggio in una parte remota della valle del Nilo, ero al seguito di un'archeologa ed un gruppo di turisti italiani, reduce da un intervento all'anca che mi impediva alcuni movimenti ma sicuramente non di viaggiare con lo spirito. Rileggendo le due pagine manoscritte ho sentito una profonda commozione ed ho voluto condividere questa mia avventura nel deserto e nel tempo.

Un incitamento a scrivere sempre le vostre impressioni e memorie dopo una regressione, sono un tesoro che potete riscoprire, una vita che potete rivivere con tutte le sue emozioni.

"RICORDI DI VIAGGI INTERIORI

Un passo dopo l'altro sono riuscita ad arrampicarmi lungo il sentiero ripido che costeggia la scalinata sconnessa e serpeggiante che porta alle tombe rupestri.

Il caldo mi abbraccia e mi fa sentire a mio agio , quasi a farmi dimenticare le difficoltà del percorso.Il gruppo è andato avanti, correndo come sempre, in contrato con l'immobilità del paesaggio e lo spiraglio di eternità che quelle tombe rappresentano.

Raggiungo una piazzola ci sono due panche ed i ruderi di una terza, non mi sembra vero poter prendere fiato, cosi dal sentiero sconnesso salgo due gradini e mi trovo sul percorso “regolare”. Davanti a me il sentiro a gradini si snoda verso la montagna brulla.

Mi volto indietro e vedo il percorso fatto da me ed ora vedo anche le tracce del passaggio di altri ,,piccoli pezzi di carta colorati, alcuni brillano al sole..Il vento del deserto spazza via tutto lentamente ed è icredibilmente pulito solo piccole testimonianze di un passaggio non recente.

Sono in pieno sole, seduta su una panchina osservo la piazzola sottostante con la pensilina e la scorta che ci segue e ci protegge da non precisi malinenzionati.

Il tempo sembra essersi fermato, respiro profondamente , sento il profumo familiare della sabbia, l'odore del deserto. Mi sento perfettamente a mio agio, il mio sguardo vaga verso l'orizzonte ,C'è un taglio netto fra il celeste terso del cielo e la sabbia, in lontananza le montagne ed il luccichio del calore che sale. Mentre i ricordi affiorano sento una commozione profonda e riconosco il contatto con quella natura per alcuni così impervia e inospitale, per me avvolgente e familiare.

Mi ritornano le sensazioni provate la prima volta nel deserto: stupore e rispetto e una gioia indescrivibile di qualche cosa di ritrovato, ondate di malinconia e la certezza di essere stata già lì.

Potevo vedere la processione snodarsi lungo il costone impervio, potevo sentire nel cuore la tristezza dell'addio,l'aspettativa di un futuro sconosciuto ed il contrasto fra il desideri di potere e la paura della responsabilità. I sentimenti di quegli uomini antichi e di quelle donne così simili ai nostri, mascherati dalle circostanze, coperti dalle imposizioni religiose, così lontani nel tempo e così vicini a noi. Il mio sguardo perso nei ricordi si volge verso la rupe , la processione sembra essersi materializzata nel gruppo che entra ordinatamente in uno dei buchi neri che si aprono sul fianco della collina: La roccia arida sembra e mettere vapori mente uno ad uno i miei compagni di viaggio spariscono:

E' tutto immobile, non c'è più una presenza , non c'è che il vento del deserto che sospinge piccoli rovi secchi, rotolano lungo il sentiero, la rupe ancora una volta ha accolto l'uomo nel suo ventre. Rimango immobile e mi sembra che il tempo si sia fermato anche per me. Il vento caldo mi parla e mi racconta la storia di un uomo molto amato dhe ha lasciato la sua donna ed i suoi figli, ne posso scorgere il volto sorridente e gli occhi inensi , nonostante il doore del distacco.. mi rassicura “ sono tornato più e più volte , ho amato e odiato ed ancora amato, puoi sentire la mia presenza e sentire quanto ti sono vicino...tante lezioni da imparare ancora fino ad immergerci e confonderci con la luce”

I riflessi del sole sule rocce e sulla sabbia diventano più forti, più vivi, quasia dirmi che ora tutto è compiuto, sorrido portando nel cuore que messaggio.

Come tante formichine in fila il gruppo esce da quel buco oscuro, camminando lungo un sentiero che immagino stretto, poi più in alto e più a destra li vedo sparire di nuovo. Provo un senso di fstidio nel pensare ad un percorso così veloce; non c'è il tempo di percepire le emozioni che quel luogo può dare, non c'è tempo per sentire che cosa c'è dietro quelle decorazioni, chi è stato lì come ha vissuto.Sento il percorrere affannosamente quei luoghi come dissacrante, sono quasi offesa dal poco rispetto.

Prendo la via scoscesa e sconnessa del ritorno, non vogli vedere quante volte la processione entra ed esce da quei buchi. Mi appoggio alla stampellae la benedico perché mi ha consentito di sentire e di vedere tanto di più, i ciottoli sembrano sparire sotto i miei passi, mi soffermo ancora a guardare l'orizzonte. Le montagne sembrano più scure e più nitide, il sole sta calando.. rimango a respirare a pieni polmoni.

Raggiungo la postazione di guardia : è una cabina di legno sconnessa e la tabella che spiega il sito in inglese ha le t al contrario.

La guardia sotto la pensilina mi saluta e mi riporta alla realtà.

Appare dal nulla un saidi con caffè bollente ed un pezzo di pane arabo… arriva anche una sedia di legno..così mi ritrovo in mezzo al deserto a bere caffè.

Sento delle voci gracchiare nella radio del guardiano; dai suoni sembra un messaggio rassicurante, poi si materializza il pulmino sconnesso che ci aveva portato lì avrei preferito un cammello morbido o un rassicurante somarello. Il pulmino raggiunge il punto più alto possibile, il gruppo scende lentamente e si ammassa in quel pericoloso trasporto di fortuna.

Quasi spero si dimentichino di me..

Vorrei vedere ancora una volta le fiaccole della processione lungo la colina, vorrei sentire il profumo dei fiori delle resine e degli incensi, vorrei sentire gli strumenti e le voci accompagnare i viaggio di chi si è avviato sul cammino della speranza

Egitto 2008"


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